Con l’avanzare dell’intelligenza artificiale e degli algoritmi predittivi, la tecnologia non si limita più a calcolare o automatizzare, ma inizia a prevedere aspetti intimi del nostro futuro e della nostra salute. Ma siamo sicuri di voler sapere tutto in anticipo? E soprattutto, esiste uno spazio per difendere la nostra libertà di ignorare ciò che non vogliamo (o non siamo pronti a) conoscere?
Ho affrontato questo tema complesso e affascinante in un mio recente intervento su la Repubblica.
Leggi l’articolo integrale su Repubblica

Il diritto di non sapere nell’era dell’Intelligenza Artificiale: ne ho scritto su Repubblica
